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Amministrazione trasparente

AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE

Data di aggiornamento della pagina: 27/07/2017

Regolamento edilizio del Comune di Teti

Il Regolamento Edilizio è lo strumento urbanistico che norma a livello comunale le modalità costruttive dell'edificazione, garantendo il rispetto delle normative tecnico-estetiche, igienico-sanitarie, di sicurezza e vivibilità degli immobili e delle pertinenze degli stessi. In particolare, definisce i parametri edilizi ed il loro criterio di misurazione, le regole per la presentazione delle istanze di permesso di costruire o per il deposito della dichiarazione di inizio attività, quelle per la composizione ed il funzionamento della commissione edilizia, ecc.
Il Regolamento Edilizio è obbligatorio per tutti i Comuni.

Il Comune è tenuto a disciplinare l'attività edilizia, nel rispetto delle leggi nazionali e regionali. Fa questo attraverso il Regolamento edilizio comunale, che è lo strumento predisposto per la regolamentazione della disciplina delle modalità costruttive, con particolare riguardo al rispetto delle normative tecnico-estetiche, igienico-sanitarie, di sicurezza e vivibilità degli immobili e delle pertinenze degli stessi, nonché di decoro dei centri abitati in armonia con le prescrizioni degli strumenti urbanistici locali. Esso, quindi, norma sia il processo edilizio - dall'esame del progetto, al controllo di conformità delle opere - sia gli allineamenti e le tipologie edilizie.
Nel caso in cui il comune intenda istituire la commissione edilizia, il regolamento indica gli interventi sottoposti al preventivo parere di tale organo consultivo.

Il Regolamento edilizio è uno strumento integrativo essenziale dei piani urbanistici. In termini concreti, la differenza tra il regolamento edilizio e i piani urbanistici può così sintetizzarsi:
a) il piano urbanistico stabilisce dove e quanto attivare processi e modalità di trasformazione fisica del territorio
b) il regolamento edilizio stabilisce il come costruire.

Il regolamento edilizio è predisposto dalla Giunta comunale e adottato con delibera del Consiglio comunale. Se non diversamente indicato dalle leggi regionali, deve essere anche approvato dalla Regione. Entra in vigore dopo la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.

In quanto regolamento amministrativo, non è autonomamente impugnabile. L'art. 872 c.c. prevede che se dalla violazione di norme contenute in un regolamento edilizio è derivato un danno, chi lo ha subito può chiederne il risarcimento; inoltre, se vi è stata violazione di norme relative alle distanze tra costruzioni, può chiedere anche la riduzione in ripristino.
In ambedue le ipotesi, il soggetto leso può adire oltre che al giudice ordinario, anche al giudice amministrativo, in tutti quei casi in cui le violazioni avvengono in esecuzione di un titolo abilitativo illegittimo, di cui venga chiesto l'annullamento. Si parla, in tal caso, di doppia tutela, giustificata dalla duplice natura delle posizioni giuridiche attive lese.

Nel caso in cui l'autorità comunale adotti un regolamento edilizio illegittimo per violazione delle distanze minime stabilite dal codice civile, e procede in seguito al rilascio di un titolo abilitativo che, applicando le distanze fissate del regolamento, ne attualizzi la lesione prima solo potenziale, il danneggiamento potrà adire il giudice ordinario ai sensi dell'art. 872 c.c.
Il giudice, se avrà riconosciuto l'illegittimità dei due atti, li potrà disapplicare, condannando la controparte al risarcimento ed alla riduzione in ripristino. Anche in questo caso, comunque, il danneggiato può in alternativa impugnare davanti al giudice amministrativo la concessione unitamente al regolamento nella sua qualità di atto presupposto.

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