IL PAESE

IL PAESE

Il Comune di Teti (Nu) situato a 714 m. slm, alle pendici del versante nord di P.ta sa Marghine, la cima granitica che domina dai suoi 956 m. di altitudine la vallata del Taloro, conta attualmente 726 abitanti. Paese ospitale che ha fatto tesoro delle sue origini, con ben due famosi villaggi nuragici (Abini e s'Urbale) presenti nel suo territorio, costruendo, negli anni '90 un Museo Archeologico, meta di numerosi visitatori, destinato ad ospitarne i reperti archeologici. Un altro Museo etnografico è in fase di ultimazione. Apprezzatissima inoltre la sua gastronomia, frutto attento di una riscoperta dei prodotti tipici e di quelli naturali, quali le erbe selvatiche.

 

Il Territorio

Teti, paese di circa 800 abitanti posto a circa 714 m. di altitudine slm, situato nel Centro Sardegna ai margini della regione storica della Barbagia di Ollolai, è ora parte integrante della Comunità Montana del Gennargentu-Mandrolisai.

Arroccato sul versante nord di Punta - Sa Marghine - ( m.956 slm ), che domina la vallata del Taloro dove si trova il Lago artificiale di - Cucchinadorza - e dalla quale si può ammirare un panorama a 360° che va da dal massiccio del Gennargentu, al Supramonte di Orgosolo e Oliena, alla catena montuosa del- Marghine/Goceano - e all'estremo orizzonte nord le guglie granitiche del - Monte Limbara -, a Ovest infine, nelle giornate più terse è visibile il mare del Golfo di Oristano.
Il clima del territorio Tetiese è tipico delle zone montuose interne mediterranee con estati calde e secche, una stagione autunnale umida/piovosa e una invernale con improvvise incursioni di aria fredda durante le quali non di rado la neve fa la sua comparsa.

I principali corsi d'acqua sono il Rio Taloro, che dà il nome all'omonima valle nella quale è stato creato, negli anni '60, l'invaso artificiale del lago Cucchinadorza collegandolo al sottostante bacino artificiale del lago Benzone, il Rio Mammone, e il Rio Bisani ed altri corsi d'acqua minori di tipo stagionale. L'abbondanza di sorgenti invece è una peculiarità del nostro territorio fra queste, una su tutte, quella di - Su Cantaru - situata a poche centinaia di metri dall'abitato lungo la Sp Teti/Austis, la quale è fonte di approvvigionamento continuo di Tetiesi e forestieri.

La vegetazione tipica è composta da boschi di roverella nelle zone più elevate e da boschi di leccio e sughera frammiste ad una vegetazione arbustiva di tipo mediterraneo nelle zone più temperate del territorio, piccoli boschetti di castagno più che altro orientati alla selvicoltura e altre specie comuni come il noce, il mandorlo, il ciliegio, il perastro selvatico. Gran parte dellle aree boschive di proprietà comunale e in parte di privati sono gestite da un Cantiere Forestale attivo dal 1979. Altre zone del territorio invece sono destinate all'attività agro/pastorale ed interessano sia le zone cacuminali che le vallate più profonde.

Vi sono alcuni aree del territorio ( Ghelei ) dove la fitta macchia mediterranea forma impenetrabili boschi che ospitano ancora fauna selvatica tipica quale: cinghiali, martore, volpi e alcune specie di volatili importanti: colombacci, tortore, pernici npnchè rapaci come l'Aquila reale, la Poiana, l'Astore e lo Sparviero.

L'habitat naturale ricco di boschi favorisce inoltre la crescita abbondante di funghi, tanto che questo territorio ricchissimo di specie fungine è meta di appassionati e ricercatori. Per i locali i funghi rappresentano un'importante risorsa entrata ormai a far parte della gastronomia locale

 

Le Chiese

A Teti sono presenti 2 chiese di cui una dedicata a Santa Maria della Neve, eretta alla fine degli anni '20 e posta al centro dell'abitato, l'altra dedicata a San Sebastiano e collocata nell'omonimo Parco. La struttura attuale fu eretta sulle rovine di una struttura risalente al 1600 circa.

 

La Storia

Teti ha una storia millenaria legata ai reperti ritrovati nel villaggio nuragico di Abini e alle capanne si S'Urbale. Non si hanno certezze sulla nascita dell'abitato di teti, secondo la teoria più accreditata pare che il nome derivi dalla pianta ''smilax aspera'', ''titione'' nel dialetto di Teti, che cresce in tutto il territorio. Nell'ottocento il paese veniva apprezzato per la sua straordinaria bellezza: posto sulle montagne, ricco di numerose specie arboree tra cui il leccio e la quercia da sughero, inoltre erano presenti circa 200 sorgenti, nove ruscelli che si collegavano ai fiumi Taloro e Tirso. I suoi boschi erano abitati da diverse varietà di animali come: cervi, daini, cinghiali, volpi, lepri, e vi nidificavano varie specie di uccelli. Nel 1865 a Teti si svolgono i primi scavi archeologici, viene rinvenuto nel villaggio di Abini diverso materiale bronzeo conservato attualmente nel Museo delle Antichità di Cagliari.

Oggi Teti è un paese di circa 800 abitanti, l'economia è basata sul terziario e sulla pastorizia. Dal 1990 è attivo il Museo Archeologico ove sono conservati numerosi reperti bronzei provenienti da Abini, e vari oggetti di ceramica provenienti dal Villaggio Nuragico di '' S'Urbale '', di cui tra l'altro si può ammirare la straordinaria e fedele ricostruzione di una capanna nuragica. E' stata inoltre restaurata una casa antica sita nel centro storico dell'abitato, arredata secondo lo stile storico cui si rifà con esposizione di utensili tipici della tradizione locale.

 

Le Tradizioni

Festa della Madonna della Neve (sa Madonna 'e su Nibe)

Si festeggia il 5 Agosto in onore della Santa Patrona. Un piccolo simulacro, eretto qualche anno fa e posto in cima a '' P.ta sa Marghine '' la montagna più alta del territorio di Teti, ne ha valorizzato il contenuto ed oggi, in questo luogo, si festeggia la ricorrenza con la celebrazione della messa alla quale fa da cornice uno splendido panorama a 360° che ne enfatizza ancor più il significato religioso. Alla celebrazione segue un free drink offerto dal Comitato organizzatore.La serata prosegue in paese con spettacolo musicale e balli.

Festa di Sant'Antonio (Sant'Antoni 'e su ogu - Sant'Antonio Abate)

Si festeggia il 16-17 Gennaio, giorno quest'ultimo della ricorrenza vera e propria. La festa una volta iniziava con la preghiera e la benedizione del fuoco, intorno al quale la gente festeggiava. L'indomani si andava a messa in onore del Santo e tutti riportavano a casa un pezzo di carbone benedetto. Oggi, all'accensione del fuoco e alla sua benedizione, nel tardo pomeriggio seguono,la sera, la degustazione dei prodotti tipici locali, accompagnati da balli e ad altri intrattenimenti che diventano momento di coesione sociale molto importante. Negli ultimi anni la festa viene organizzata dai giovani di Leva dell'anno che si occupano anche dell'organizzazione del successivo Carnevale. Da ricordare per l'occasione la preparazione del dolce tipico chiamato:'' Su Bufulittu '', della cui descrizione si rimanda, alla voce di questo stesso sito '' La cucina tipica di Teti''.

Carnevale (Carrasegare)

Alla festa di Sant'Antonio segue il carnevale che prosegue sino al mercoledì delle ceneri per chiudersi definitivamente, come da tradizione, con la pentolaccia. I festeggiamenti con balli e maschere ( ieri come oggi )coinvolgono adulti, ragazzi e bambini e proprio il Mercoledì delle ceneri viene vissuto come momento di frenesia generale dipingendosi il viso in vari modi, ma soprattutto con del sughero bruciacchiato e vestendosi con indumenti e cimeli di ogni genere, non è tradizione il vestirsi secondo altri carnevali barbaricini con degli indumenti e oggetti della sardegna più arcaica anche se negli ultimi anni soprattutto i giovanissimi imitano quest'usanza non Tetiese. Il gallo è l'icona rappresentativa del nostro carnevale e che secondo una barbara tradizione, andata giustamente in disuso e denominata '' Tiru a su Puddu '' veniva sotterrato vivo in un luogo prestabilito facendone fuoriuscire solamente la testa con il povero animale che veniva preso di mira dai fucili dei partecipanti. Chi se l'aggiudicava, doveva invitare da bere a tutti. Verso la metà degli anni '80 il festeggiamento del carnevale ha avuto una riscoperta in chiave più modernai con la riscoperta della sua icona rappresentativa che alla fine della sfilata durante il Mercoledì delle ceneri, veniva processato simbolicamente in piazza ove detrattori ed estimatori si contrapponevano in una sorta di arringa da Tribunale. Oggi il carnevale è più che altro una festa di ragazzi e bambini e tutto avviene in maniera spontanea senza troppa organizzazione. Vi è tuttavia il proposito di uno studio mirato alla ricerca di testimonianze storiche su eventuali maschere che in passato rappresentavano il nostro paese in quest'occasione.

Festa di San Giovanni (Sa Festa de Santu Jubanni)

Viene celebrata il 24 giugno, è la festa durante la quale i fidanzati si dichiarano amore eterno. I partecipanti uomini spesso si fermano sotto la casa delle ragazze nubili dedicanole una serenata. Tutto iniziava all'imbrinire e finiva a notte tarda con abbondanti bevute. Si celebrava anche il rito del comparato, ossia diversi giovani di promettevano di diventare compari.

Festa di San Sebastiano (Santu Sobestianu)

Celebrata inizialmentre a fine Settembre oggi la si festeggia nel periodo compreso dall'ultimo sabato di agosto fino alla domenica successiva all'interno del parco di San Sebastiano. Il Santo viene portato in processione dalla chiesa del paese sino a quella campestre di San Sebastiano. I Tetiesi sono piuttosto coinvolti da questa festa per la cui organizzazione. vista la sua durata, un comitato di circa trenta persone, rappresentativi dei rispettivi rioni, viene impegnato per alcuni mesi. Nello scenario straordnario del santuario campestre di San Sebastiano il sacro e il profano convivono per otto giorni consecutivi.

 

ITINERARI ARCHEOLOGICI E NATURALISTICI

Itinerario 1: da Teti a Punta Sa Marghine

Tempo di percorrenza: 40 minuti
Difficoltà: nessuna

Il percorso parte dalla scuola media di Teti si va verso Punta Sa Marghine (952 m.). La strada da percorrere è asfaltata, da percorrere anche in macchina porta ad uno spiazzo da dove si può vedere un bellissimo paesaggio di Teti, Ovodda, Tiana, lago Cucchinadorza e le montagne del Gennargentu. 

Itinerario 2: da Teti al Santuario nuragico di Abini

Tempo di percorrenza: 30 minuti in auto

Da Teti si va per il lago Benzone dopo 10 Km si trova una deviazione a destra dopo 2 Km si trova uno spiazzo dove lasciare la macchina, vi è un cancello in legno aprendolo e percorrendo quella strada si arriva al villaggio nuragico di Abini. 

Itinerario 3: dal lago Cucchinadorza al villaggio nuragico di Abini

Tempo di percorrenza: 30 minuti in auto
Dislivello: 350 m.
Difficoltà: media

Bisogna avere a disposizione più auto, il percorso parte dalla strada provinciale Olzai-Teti, prosegue nel ponte del lago Cucchinadorza, si svolta dopo pochi metri a destra in una sterrata, altitudine 370 metri Il percorso inizia in località Sa Mola dopo 1 Km in località ''Zoloule'' si trova un bivio ci sono vecchi ruderi usati dai pastori e si gira a destra il percorso continua intorno ad un bosco chiamato ''Ghelei''. Proseguendo si incontrano i ricoveri di ''Su Cubile de Perazanda'' questa strada porta al valico di ''Craru Lidone'' a 630 metri, quì si trova uno spiazzo proseguendo dopo 400 metri arriviamo nella località ''Zoghi Trogu''. Dopo diversa strada e ammirando i diversi spuntoni rocciosi arriviamo alla foresta di ''S'Elighinu'' scendendo questa arriviamo ad Abini qui la strada è asfaltata dopo un Km e sette circa troviamo un cancello aprendolo dopo una discesa di 200 metri arriviamo al villaggio nuragico di Abini. 

Itinerario 5: Parziganis, Su Suberzu'e Sa Conca, Su Ballu, Su Fenosu, Sa Cantina, S'Erghiddoe, Strada per Abini

La partenza è a Teti per il lago Benzone dopo 7 Km si va a destra in una strada sterrata da Sedda'e Parziganis si va verso Su Fenosu, si nota subito il picco roccioso de Su Ballu. Dopo 1300 metri dall'inizio del percorso si trova Su Fenosu un'area equipaggiata per il pic-nic. Ci sono tre strade, seguendo il sentiero 5 si va a destra dopo alcuni km si trova un albero monumentale chiamato Su Suberzu'e Sa Conca, proseguendo ancora di trova Su Ballu, località nuragica dove si trovano ancora dei ruderi. Per l'itinerario 6 dopo l'area per il pic-nic si prosegue dritti, possiamo trovare una fontana dopo 1800 metri troviamo una costruzione chiamata Sa Cantina, costruita con pietre, con l'interno, il caminetto e l'arredamento utile come punto di riferimento per gli escursionisti. Dopo 400 metri troviamo una deviazione si va a sinistra vi è un'altra fontana ( di Dolargheo) a destra si può vedere il santuario nuragico di Abini. Attraversando un cancello si sale verso ''S'Erghiddoe'', si trova un incrocio si va a destra quì il terreno e improvvisamente brullo si prosegue per la strada asfaltata dopo 1300 metri seguendo un percorso stradale si arriva ad Abini. 

Itinerario 6: da Teti al nuraghe Alinèdu

Tempo di percorrenza: 15 minuti in auto - 35 minuti a piedi Partendo da Teti dopo circa 1500 metri sulla strada Teti-Austis sorge il villaggio nuragico di S'Urbale, si costeggia il villaggio e continuando per 1500 metri si incontra il nuraghe Alinèdu visibile dalla strada.

Itinerario 8: Bosco di Leitzaghe

Tempo di percorrenza: 1 ora e 30 minuti

Difficoltà: nessuna

Questo itinerario si svolge all'interno di un bosco gestito dalla forestale si parte da Teti prendendo la strada per il lago Benzone si arriva alla località ''Grastollai'' dove si lascia la macchina e si prosegue a piedi in un bosco con varie specie arboree come: sughero, leccio, corbezzolo circondati da suggestive rocce granitiche dopo un Km si trova una biforcazione a sinistra si arriva verso la vallata di ''Fiddobe'' si lascia sulla destra il bosco di ''Sa Tanca 'e Tiana'' a 700 metri si trova un'altra deviazione e a sinistra proseguendo si trova la località ''Parziganis'' dopo 600 metri si esce dal percorso e si trova una pineta molto fitta adibita per pic-nic.

 

SITI ARCHEOLOGICI / MUSEO E REPERTI

Villaggio nuragico di Abini

Quota: m 260 s.l.m
Dimensioni: superficie mq 20.000
Ambito culturale: Nuragico

Santuario di era nuragica Abini è situato nel territorio di Teti. I suoi resti sono in buona parte interrati nella valle percorsa da un fiume che sfoccia nella valle del Tirso. Il primo ritrovamento risale al 1865 quando alcuni pastori ispirati da ricorrenti sogni fecero degli scavi nella località di Abini, questi portarono alla luce una varietà di oggetti. Abini risale ai secoli VIII e VII a.c.. Il villaggio ha una superficie di 20.000 mq., si estende nell'area prossimale al corso d'acqua ed è costituito da 26 capanne e da un ''recinto delle riunioni'', dove si trova un pozzo sacro. Di quest'ultima costruzione non è attualmente visibile nessuna forma di costruzioni, se non alcuni ''conci di coda'' in trachite con la faccia a vista accuratamente lavorata. Lo scavo vero e proprio del sito archeologico venne compiuto per la prima volta nel 1930 dal Taramelli che vi rinvenne una notevolissima quantità di bronzi nuragici di ottima fattura e in buon stato di conservazione, esposti adesso nel Museo Archeologico di Cagliari.

Villaggio nuragico di S'Urbale

Quota: m 890 s.l.m
Dimensioni: superficie mq 10.000
Ambito culturale: Nuragico

Il villaggio nuragico di S'Urbale è posto su una collina vicino al paese di Teti e si estende in per una superficie di 10.000 mq. Il villaggio venne per la prima volta interessato da lavori di scavo nel 1930 quando il Taramelli portò alla luce 12 delle 50 capanne di cui segnalò la presenza. Queste erano costruite in blocchi di granito appena smussati posti in opera a filari senza uso di leganti con l'ingresso quasi sempre rivolto verso sud/est. La copertura era conica, formata da pali disposti a raggera che avevano la funzione di reggere le frasche consolidate con l'argilla. Gli ultimi scavi risalgono al periodo 1981-84, dopo tre anni di studi e scavi vennero alla luce numerosi reperti datati 1200-900 a.C. Attualmente vengono conservati nel ''Museo Archeologico'' di Teti.

Villaggio nuragico di Carratzu

Quota: m 820 s.l.m
Dimensioni: superficie mq 1.000
Ambito culturale: Prenuragico

Situato ad Est rispetto al nuraghe Alinèdu, si trova il villaggio di Su Carràzzu. Esso è costituito da una serie di capanne di forma circolare di cui solo 2 sono chiaramente individuabili, realizzate con pietre di modeste dimensioni. Testimonianze hanno fornito notizie sul ritrovamento di ceramiche pressoché intatte.

Villaggio nuragico di Su Ballu

Situato su uno dei maggiori rilievi del comune di Teti si trova un villaggio di piccole capanne di forma irregolarmente circolare. Esso è formato da un recinto fortificatorio megalitico inglobante notevoli emergenze rocciose, del quale sono individuabili chiaramente due ingressi. Il materiale ceramico rinvenuto è ascrivibile ad un ambito culturale nuragico.

Nuraghe Alinèdu

Quota: m 809 s.l.m
Dimensioni: h m 2.60; diametro esterno m 11.30
Ambito culturale: Prenuragico

Il monumento, un nuraghe a tholos semplice, è situato in una vallata costeggiata da ripidi pendii collinari. A circa 1700 m verso Sud si trova il villaggio di S'Urbale. Il nuraghe, anche se parzialmente interessato da un crollo, è leggibile per buona parte delle sue strutture. La struttra è realizzata in opera poligonale con conci di granito di medie e grandi dimensioni.

Tomba dei giganti (S'Urbale)

Quota: m 850 s.l.m
Dimensioni: h m 0.95; lungh. m 8.5; larg. m 1.25
Ambito culturale: Nuragico

La sepoltura è localizzata in un'altura adibita a pascolo è situata nelle vicinanze dell'omonimo villaggio nuragico, a poche centinaia di metri in direzione Est. Della tomba si conserva un tratto di corridoio, delimitate da lastre ortostate chiuse nel fondo da un blocco di granito lavorato ad abside, coperto da una lastra dello stesso materiale, probabile elemento della originaria copertura, che perciò doveva essere a solaio piano.

Tomba dei giganti di Atzadalai

Quota: m 803 s.l.m
Dimensioni: lungh. m 3.25; larg. m 1.50
Ambito culturale: Nuragico

La sepoltura è localizzata in un'area collinare, adibita a pascolo. Attualmente, la struttura è quasi interamente distrutta e purtroppo utilizzata spesso come discarica di rottami. In seguito alla ripulitura del monumento è stato possibile individuare quattro sole lastre di cui una quale parete di fondo, ortostatica mentre le altre tre disegnano la bozza di quello che doveva essere in origine la tomba. Sono infatti evidenti due lastre sul lato sinistro e due lastre sul lato destro infisse a coltello.

Nuraghe Turria

Quota: m 868 s.l.m
Dimensioni: Diametro esterno m 13
Ambito culturale: Nuragico

Il nuraghe è situato in una zona d'alta collina, è costruito su un affioramento roccioso granitico, da cui si domina il territorio circostante. Attualmente del nuraghe, probabilmente del tipo tholos, si può apprezzare solo il perimetro esterno che si conserva per un'altezza massima di m 1.70. L'ingresso si presenta architravato e di esso sono visibili solo due blocchi degli stipiti sottostante l'architrave. Sono inoltre visibili due elementi di copertura del corridoio, che doveva essere un solaio piano.

 

PIATTI, PANE E DOLCI TIPICI LOCALI

Il paese con poco più di 700 abitanti si presta in un'opera di ricerca e conservazione di antiche usanze finalizzata alla riscoperta di ricette gastronomiche che vengono poi valorizzate in occasione di feste o sagre.Teti ha un'ottima tradizione nella lavorazione del pane carasau, chiamato in dialetto locale - pane fresa -, caratterizzato da una lavorazione manuale particolarmente elaborata che lo porta ad avere uno spessore minimo, il che lo rende particolrmente piacevole al palato. Alcuni panifici artigianali locali da qualche anno producono questo pane a scopo commerciale anche se, solo quello fatto in casa, nei vecchi forni a legna e con una lavorazione esclusivamente manuale, conserva le peculiarità per le quali è famoso.

I sapori della cucina Tetiese si basano su ingredienti tipici, propri della montagna sarda, così domina la lavorazione e consumo di carni di maiale e di pecora.
Il ricordo della paziente lavorazione casalinga dei tempi passati si manifesta con la preparazione de - Sas Cocois - e - Su pane cun gherdas - così come con i - Culurzones - di patate e formaggio con la caratteristica chiusura o - cosidura - dei bordi di questi particolari e gustosi ravioli. Ma è nei dolci che l'espressione Tetiese riallaccia un legame sincero con i sapori e i ricordi del passato:su Buffulittu - su Bastone - sas Pardulas - diventano infatti i veri protagonisti delle feste riportate in questi ultimi anni a valorizzare non solo i sapori ma anche le usanze di un paese dalle origini antiche.

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