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Commedia teatrale: 'Su Sindigu pro una die'

Commedia teatrale: 'Su Sindigu pro una die'

Regia: Tino Belloni
Interpreti: Carlo Paletta, Francesca Pinna, Rosa Virdis, Lina Manai, Giorgio Floris, Gianni Putzu, Fabio Milia.

La compagnia I Barbariciridicoli dedica questo spettacolo ad Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, trucidato dalla mafia

Seconda produzione bilingue (in sardo e in italiano) della collaborazione tra la commediografa macomerese Francesca Pinna e il regista della Compagnia Tino Belloni, Su sindigu pro una die è una commedia che, ridendo e scherzando secondo lo stile tipico del teatro comico dei Barbariciridicoli, affronta in modo impegnato e riflessivo lo spinoso tema della politica, interrogandosi sul valore della stessa in un'epoca in cui il senso più alto, quello etico, di tale nobile arte, sembra irrimediabilmente compromesso.

Tale senso infatti, sia nell'agire quotidiano dei cittadini sia nell'amministrazione della cosa pubblica da parte della classe dirigente, pare fortemente smarrito in una società che ha perduto a tutti i livelli il senso della ''cittadinanza'' e il valore morale della ''collettività'', interamente dissolti nella coltivazione di ristretti interessi individuali, di tipo personale e clientelare.

La cancrena del degrado morale non esenta neanche la realtà di un piccolo e remoto villaggio della Sardegna, come l'immaginario Inuè, in cui è ambientata la commedia.
La storia, in una concentrata unità di luogo, tempo e azione da precetto aristotelico, si svolge tutta in una giornata nella stanza del neo eletto sindaco della piccola cittadina, dove ha luogo una significativa carrellata di tipi di paese, alquanto buffi e strani, se non paradossali, che tengono alto il senso della commedia, fino al precipitare tragico del finale.

Cesare Concone, il neosindaco, è un uomo semplice e pulito, che è stato candidato dai marpioni della politica e degli affari per poter continuare a coltivare, dietro la facciata della sua integrità morale, i loro loschi traffici e spregiudicati maneggi. Senonché in una autoesaltazione, anche grottesca, della sua funzione pubblica scaturita dalla sua trionfale elezione, il Concone si rivela tutt'altro che malleabile alla trasgressione dei semplici principi di eticità ed equità che stanno dietro alla sua idea di amministrazione della cosa pubblica, sia pur da lui espressa in modo primitivo e finanche grossolano.

Nella lotta titanica che Cesare, in modo sempre più cosciente, si trova intrepidamente ad affrontare contro i piccoli e i grandi congiurati della bottega del malaffare c'è però un boomerang che ha la forza dirompente di una decisiva sconfitta: sono gli stessi elettori che l'hanno votato, i cittadini, che gli chiedono di abdicare al suo ruolo alto di rappresentanza civica, avanzandogli esplicitamente il conto del proprio voto, ormai acriticamente e pacificamente inteso come pura operazione di scambio commerciale per il profitto personale.

In questa situazione, solo contro tutti, a Cesare non resta che un atto estremo, in un finale che ha purtroppo il sapore del riso amaro…

Dettagli:

  • TERMINATO
  • dal 07 ago '13
    ore 00:00
  • al 07 ago '13
    ore 00:00
  • TETI - PIAZZA DI CHIESA
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